Addio alle infiammazioni grazie all’attività fisica!

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Updated: agosto 22, 2018

Ancora una volta l’attività fisica può essere considerata un ottimo sostegno di prevenzione e di trattamento. Parliamo ad esempio dell’obesità che ormai è diventata una pandemia, sistematicamente accompagnata ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

Sappiamo che il tessuto grasso è un vero e proprio organo capace di produrre particolari molecole denominate adipochine. Tali adipochine possono essere di natura antinfiammatoria e infiammatoria ma sono proprio queste ultime quelle che prevalgono fortemente negli stati di obesità. Questo enorme sbilanciamento determina un quadro cronico, inizialmente privo di sintomi.

L’attività fisica stimola le miochine per una migliore composizione corporea

Le pareti dei vasi sanguigni sono particolarmente coinvolte in questo processo infiammatorio, nell’ambito del quale si generano disfunzioni vascolari e aumenta l’ipertrofia dei tessuti adiposi cosiddetti bianchi. L’incremento dell’attività infiammatoria attiva anche una maggiore produzione di radicali liberi cui l’esercizio fisico può però rispondere in maniera efficace. L’attività cardiovascolare ad esempio aiuta a ridurre il tessuto adiposo inducendo modifiche sull’attività di questi tessuti e nell’organismo più in generale.

La scienza infatti ci ha recentemente dimostrato come anche il muscolo sia capace di porre in essere funzioni endocrine: attraverso lo stimolo delle contrazioni muscolari vengono rilasciate alcune molecole bio attive note come miochine. Tali molecole partecipano a numerosi processi organici come ad esempio quelli che modificano il grasso bianco in una variante metabolicamente più funzionale caratterizzata da un colore più scuro.

Questo processo di browning del grasso è determinato da un aumento del volume e del numero dei mitocondri migliorando allo stesso tempo sia l’ossidazione degli acidi  grassi.

L’allenamento genera questi effetti benefici ad alcune condizioni, ed in particolare se viene eseguito almeno tre volte settimanali ad una determinata intensità. L’intensità nell’allenamento aerobico può essere misurata attraverso la frequenza del cuore mentre in un allenamento con i pesi può essere correlata al massimo che è possibile sollevare in una sola ripetizione.

Per quanto riguarda la durata si consiglia di svolgere almeno 30 o 40 minuti di attività fisica a ritmi moderati ma ne bastano 20 se si tratta di esercizi intensi (come il noto protocollo HIIT). Attenendosi a queste semplici specifiche è possibile abbassare l’incidenza di numerose patologie, delle classiche sindromi metaboliche fino alle malattie degenerative e ai tumori.

Equilibrio ormonale e maggiore salute: lo sport e la sua funzione endocrina

L’equilibrio degli ormoni è fondamentale nell’ambito di questa strategia, per cui è importante favorire una maggiore presenza di fattore della crescita IGF.1 e di testosterone, che vengono stimolati sia dall’allenamento sia da integratori naturali ( ma nei casi più gravi quando la patologia è già manifestata il medico può intervenire anche con terapie ormonali sostitutive e quindi farmaci ).

Modulare le infiammazioni è un principio fondamentale per garantirsi uno stato di benessere duraturo, promuovendo più attività fisica e uno stile di vita basato sull’aumento della massa muscolare magra correlata ad una migliore composizione corporea a scapito del grasso.

In quest’ottica risulterà possibile ridurre le ospedalizzazioni, le ricadute e il tasso di mortalità per la maggior parte delle patologie che coinvolgono l’uomo moderno. Anche la dieta e l’integrazione ovviamente rivestono un ruolo fondamentale: si tratta di una sinergia che ogni soggetto dovrebbe imparare a conoscere e sfruttare per la propria salute e quella dei famigliari, non solo nell’ambito di una vita sedentaria ma a maggior ragione anche nel protocollo di chi si dedica regolarmente all’attività fisica.

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