Come migliorare la resistenza all’insulina

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Updated: Agosto 19, 2019

La resistenza insulinica è un parametro collegato all’insorgenza del diabete e accade quando l’organismo ed in particolare la muscolatura non riescono a rispondere all’insulina in maniera adeguata. Questo aumenta nel sangue le concentrazioni di insulina e di glucosio in maniera graduale e spesso e volentieri senza sintomi. La resistenza all’insulina, in associazione all’iperglicemia e ad altre alterazioni che interessano il metabolismo, incrementano il rischio di ictus, infarto, cancro, morbo di Alzheimer e altre condizioni che accelerano i processi di invecchiamento.

Come se ciò non bastasse, livelli elevati di insulina rendono difficoltosi i processi dimagranti mentre la scarsa sensibilità all’insulina nelle cellule non consente alla sintesi proteica di attuarsi in maniera efficiente.

Controllare la glicemia con lo stile di vita e gli integratori più adatti

Una delle caratteristiche della fase di sviluppo di una condizione di insulino resistenza è la diminuzione del movimento delle molecole che trasportano il glucosio dall’interno verso l’esterno delle membrane cellulari. Questi recettori dovrebbero catturare il glucosio che scorre nel sangue per trasferirlo dentro le cellule ma senza un adeguato meccanismo di trasporto questo glucosio resta in circolo e nel frattempo genera danni attraverso una reazione chimica che viene descritta come glicazione.

Questo fenomeno si verifica quando gli zuccheri reagiscono con molecole biologiche ad esempio le proteine, alterandone natura e attività ed inoltre produce degli agenti che vengono ritenuti una delle cause più importanti di invecchiamento.

La notizia positiva è che l’insulino resistenza, se presa in tempo, è reversibile. In particolare alcune indagini scientifiche hanno osservato una riduzione del rischio di progressione del processo di insulino resistenza di circa il 60% entro tre anni intervenendo semplicemente sullo stile di vita in alcuni casi fino alla totale scomparsa del fenomeno. Ovviamente intervenire sullo stile di vita riguarda sia l’educazione alimentare, sia fisica, sia il supporto di nutrienti e integratori adatti.

Acido lipoico per contrastare la resistenza insulinica

Tra questi ricordiamo ad esempio l’acido lipoico (come R-Ala 100 softgel della Ultimate N. USA) che lavora non solo come potente ossidante ma anche come stimolatore delle molecole trasportatrici che veicolano il glucosio dal flusso ematico fino all’interno delle cellule. Il risultato finale è che la glicemia si riduce e con essa il deterioramento organico. Inoltre questo supplemento naturale può aumentare l’accumulo di glucosio e la sua conversione in energia di oltre il 40% generando un potenziale energetico molto più elevato che favorisce le performance a scapito di un accumulo adiposo. In poche parole l’acido lipoico può convertire un eccesso di carboidrati in energia muscolare piuttosto che in lipidi. Prova ad esempio ALA Acido Alfa Lipoico della Scitec Nutrition! Ogni capsula ne contiene 250mg: segui le indicazioni in etichetta per il corretto utilizzo!

Cannella e cromo per abbassare la glicemia

Un altro alimento utile ad abbassare la glicemia è la cannella il cui estratto idrosolubile è stato studiato e approfondito proprio sotto tale ottica, migliorando la sensibilità all’insulina e la cattura delle molecole di glucosio. Promuovendo inoltre il senso di sazietà, la cannella diminuisce il rischio di mangiare troppo, favorendo anche coloro che seguono una dieta più restrittiva.

Un’altra sostanza interessante per il controllo glicemico è il cromo la cui correlazione col diabete è stata evidenziata da diversi studi. Gli individui affetti da diabete e malattie cardiovascolari sono in genere carenti di cromo rispetto ad un individuo sano. Inoltre chi soffre di carenza di cromo manifesta i sintomi caratteristici del diabete di tipo due. Puoi provare questo Cromo Picolinato in capsule da 100 dosi.

Chi soffre di diabete e assume cromo manifesta una diminuzione della glicemia a digiuno in maniera immediata  e a lungo termine sia nei livelli di insulina che nella stessa glicemia. Anche se il cromo è molto efficace nell’abbassamento glicemico non c’è rischio di sfociare nell’ipoglicemia. Esso infatti lavora sia aumentando il trasporto del glucosio verso l’interno sia anche verso l’esterno delle cellule.

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