Come ottenere tutti gli aminoacidi dalle proteine: le proteine incomplete

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Updated: ottobre 10, 2018
proteine animali o vegetali, quali differenze

Le proteine complete o incomplete sono definite tali in funzione degli aminoacidi contenuti. Questi ultimi sono fondamentali per la nostra salute ed in particolare per quanto riguarda quella della massa muscolare in quanto rappresentano il suo sostegno energetico e allo stesso tempo anche il materiale plastico che viene utilizzato per la sintesi proteica e la creazione di nuove fibre.

Ecco perché gli aminoacidi sono così importanti per gli sportivi: attraverso di essi si può procedere alla riparazione dei tessuti danneggiati dall’allenamento e alla genesi di nuova massa muscolare.

Le proteine alimentari erano considerate complete in presenza di tutti gli aminoacidi essenziali oppure incomplete in caso di qualche carenza: dato che però oggi gli esperti hanno dimostrato che praticamente ogni cibo comprende tutti gli aminoacidi essenziali seppur in proporzioni variabili, il concetto di completezza non è più corretto. Risulta invece più indicato considerare le quantità minime di aminoacidi che provengono da una certa proteina in maniera da stabilire le giuste associazioni tra le fonti per introdurre il corredo completo degli aminoacidi stessi.

Il corredo di aminoacidi delle proteine: le fonti complementari

Iniziamo quindi da un esempio pratico, quello delle proteine del grano che contengono una buona concentrazione di metionina ma risultano carenti di lisina. I legumi invece sono poveri di metionina ma ricchi proprio di lisina: associando quindi queste due fonti vegetali otteniamo tutto il pool di aminoacidi.

Il suggerimento degli esperti di nutrizione e dei medici è quello quindi di variare e associare più fonti in maniera d’assicurarsi tutte le molecole di cui l’organismo ha bisogno.

Per quanto riguarda i processi di assimilazione le proteine vengono scisse nello stomaco in catene più corte di aminoacidi grazie all’attività di alcuni enzimi e sostanze come l’acido cloridrico: tali catalizzatori rompono i legami chimici tra i vari aminoacidi realizzando frazioni più piccole delle lunghe catene originali. La digestione avviene rapidamente e in maniera efficiente grazie alle dimensioni ridotte delle molecole: i peptidi possono raggiungere l’intestino grazie ai rispettivi carrier e raggiungere infine il flusso ematico.

Le molecole trasportatrici possono legarsi di solito a più aminoacidi e quindi se ci nutriamo delle stesse fonti proteiche si rischia di sovraccaricare un carrier rispetto ad un altro, generando potenziali carenze. Questa competizione ci consente di capire come mai l’assunzione eccessiva di un singolo aminoacido, di solito correlato all’abuso di una sola fonte di proteine, possa generare carenze di un altro aminoacido.

Proteine complete e incomplete: integratori e assorbimento

Le proteine sono normalmente assunte con il cibo ma è possibile utilizzare anche specifici supplementi: la maggior parte delle proteine in polvere che si trova in commercio è ottenuta per idrolisi o per attività chimica enzimatica. Questo genere di prodotto si distingue dalle formule di aminoacidi liberi.

Gli aminoacidi che raggiungono il flusso di sangue però non si distinguono tra loro, qualsiasi sia la fonte di provenienza: questo significa che gli aminoacidi di un uovo sono esattamente gli stessi di quelli derivanti da un legume oppure da una capsula. A livello fisiologico quindi non c’è alcuna differenza tra proteine derivanti dalla dieta o da un supplemento.

Chiarito questo aspetto è però fondamentale ribadire che l’alimentazione deve sempre rimanere la principale fonte del proprio sostentamento dato che gli integratori funzionano correttamente solo aggiungendosi ad una dieta equilibrata. Solo i cibi interi infatti contengono tutti i nutrienti di cui l’organismo necessita mentre i prodotti di integrazione isolano alcune specifiche molecole utilissime da integrare in caso di necessità specifiche e altamente individuali.

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