Conosci tutto dell’insulina?

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Updated: novembre 12, 2018
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Spesso si sente parlare dell’insulina e la maggior parte delle volte si sottolineano solo gli aspetti negativi: sicuramente l’insulina elevata può creare dei danni, specialmente per gli sportivi e per chi cerca di dimagrire, tuttavia si tratta di un ormone fondamentale per la nostra salute. Solo se conosciamo a fondo l’insulina possiamo imparare a gestirla e tenerla sotto controllo, rimanendo in forma.

Perché il nostro corpo produce insulina

Questo ormone viene secreto nell’organo del pancreas a seguito dell’ingestione di cibi contenenti carboidrati. Queste molecole infatti vengono divise in zuccheri più semplici che sono assorbiti dall’intestino e arrivano nel sangue stimolando il pancreas a produrre insulina.

L’insulina infatti ha proprio il compito di trasportare nei tessuti gli zuccheri semplici agganciandoli a specifici recettori presenti negli stessi. Le destinazioni sono tre: due sono rappresentate dai muscoli e dal fegato con il formato di glicogeno e la possibilità di immagazzinarne un quantitativo limitato; la terza destinazione coincide con i tessuti grassi, in cui gli zuccheri semplici possono essere stoccati sotto forma di trigliceridi, purtroppo senza limiti di immagazzinamento.

Gli effetti collaterali di un’insulina troppo alta

Per semplicità quindi possiamo affermare che se mangiamo troppi carboidrati che vengono trasformati in zuccheri e questi non riescono essere metabolizzati maniera corretta allora l’insulina interviene. In dosi eccessive tuttavia l’insulina genera una maggiore attivazione di enzimi che aiutano lo stoccaggio degli zuccheri semplici nei tessuti adiposi. Un’altra conseguenza di valori alti di insulina nel sangue è il blocco della attività dell’enzima lipasi che non può più convertire gli acidi grassi del tessuto adiposo a scopo energetico. Inoltre l’insulina interviene anche sul senso dell’appetito e quindi aumenta la fame innescando un circolo vizioso.

Bisogna però considerare anche che ogni individuo è differente e la risposta insulinica di ogni organismo è diversa: non si tratta solo di genetica ma anche di percentuale di massa magra e grassa che ognuno presenta nella propria corporatura: questo giustifica l’esistenza di alcuni soggetti che riescono a mangiare qualsiasi cosa senza ingrassare ed altri che invece hanno una maggiore predisposizione ad accumulare tessuti grassi.

I recettori dell’insulina sono collocati, come già accennato, sia nel tessuto muscolare che nel tessuto adiposo e quindi le persone che hanno una massa magra superiore avranno più muscoli e quindi più recettori in quelle regioni, ottenendo così una maggiore possibilità di accumulare zuccheri sotto forma di glicogeno.

Ecco perché lo stesso quantitativo di carboidrati genera conseguenze diverse su persone che hanno una costituzione o meglio una composizione corporea diversa: quella che cambia infatti è la destinazione di stoccaggio degli zuccheri.

Per tenere sotto controllo questo ormone il binomio vincente è dato dalla sinergia tra attività fisica e alimentazione: l’alimentazione è a dir poco fondamentale e va rivolta prevalentemente a carboidrati a basso indice glicemico come la avena e i prodotti integrali, la frutta e la verdura. Anche le fibre svolgono un ruolo importante rallentando l’assorbimento degli zuccheri mentre i grassi devono essere comunque presenti in giusta quantità, prediligendo quelli provenienti da fonti benefiche come l’olio extravergine di oliva, le noci, le mandorle e l’olio di pesce per chi consuma derivati animali.

Per quanto riguarda l’attività fisica, essa aumenta la presenza di altri ormoni che diminuiscono la concentrazione di insulina nel sangue come ad esempio l’adrenalina e la noradrenalina, ossia le classiche catecolamine che promuovono la mobilitazione degli acidi grassi a scopo energetico, riabilitando la lipasi che viene inibita dalla stessa insulina.

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