Dieta e integratori per la sindrome premestruale

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Updated: Maggio 29, 2019
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Tra i più comuni disturbi femminili che colpiscono le donne tra i 18 e i 45 anni troviamo la sindrome premestruale che è diagnosticata nel 50% delle donne occidentali. Parliamo quindi di un fenomeno di dimensioni impressionanti, sulla cui definizione c’è un certo grado di disaccordo ma che tuttavia viene riconosciuto quando ricorre in almeno due cicli ogni tre.

I sintomi annoverati entro questo quadro possono essere oltre 150 e quando la loro espressione interferisce con la normale attività quotidiana si parla di sindrome premestruale riconosciuta. Un 5% delle donne invece soffre di sintomi così severi da impedire la normale vita di ogni giorno.

PMS, come riconoscerla

I sintomi iniziano ad essere riconoscibili una o addirittura due settimane prima dell’inizio del sanguinamento e migliorano progressivamente al suo termine. Tra i segnali più comuni troviamo irritabilità e sbalzi d’umore, ansietà, sensazione di affaticamento, mal di testa, voglia di cibi dolci, gonfiore, dolori al seno, aumento di peso, depressione, acne, difficoltà a dormire, crampi, mal di schiena, nausea e vomito. Altri problemi meno comuni ma comunque ascritti a tale fenomeno sono asma, allergie, stitichezza, cistiti. Tanti di questi sintomi possono tranquillamente coesistere.

La soluzione più comune è quella di attendere la fine del dolore e dei sintomi, aspettando con pazienza oppure assumendo un’aspirina o un antidolorifico: difficilmente a una donna in queste condizioni verrebbe in mente di praticare dell’attività fisica. In realtà però questa eventualità potrebbe essere una reale soluzione al problema in termini di riduzione generale del dolore, migliore vascolarizzazione e rilassamento. Per gli stessi motivi anche la pratica di rapporti sessuali e dell’orgasmo possono risultare estremamente benefici in tal senso. Tra le attività fisiche più funzionali troviamo ad esempio lo yoga che grazie ai movimenti lenti e alla corretta posizione del corpo, aiuta sotto tanti punti di vista il rilascio dei numerosi disagi della PMS.

Dieta e integratori utili per la sindrome premestruale

I cibi raffinati ricchi di grassi, gli alimenti salati, le bibite gassate, gli alcolici, le carni, alterano la chimica ormonale e vanno a peggiorare i sintomi della sindrome premestruale. La caffeina stimola il sistema nervoso, impoverisce il corpo dalle vitamine B e favorisce i dolori al petto. I latticini inibiscono l’assorbimento del magnesio, che sarebbe invece un minerale molto utile contro i crampi e la stabilizzazione dell’umore oltre che del glucosio.

Una doverosa annotazione è che la sindrome risulta legata a una carenza di progesterone o comunque un rapporto squilibrato tra questo e gli estrogeni. Questi ultimi sono solitamente in eccesso e sostanze come l’agnocasto possono aiutare a ristabilire un normale equilibrio a livello endocrino.

Le vitamine del gruppo B sono molto importanti per disattivare gli estrogeni da parte del fegato e per garantire un ottimale funzionamento del sistema nervoso, così come per indurre un minore senso di affaticamento e irritabilità.

La colina e l’inositolo appartengono sempre al complesso B insieme alla B6 sono molto utili nella sindrome premestruale dato che aumentano la capacità del fegato di scindere i grassi e gli ormoni steroidei come gli estrogeni di cui abbiamo parlato. Oltre tramite gli integratori specifici possiamo trovare tali sostanze nella soia e nell’olio di germe di grano in buone quantità.

La vitamina C è un antiossidante importantissimo che favorisce la circolazione del sangue e la salute delle pareti dei capillari; un supplemento a base di vitamine B invece diminuisce la produzione del sebo della pelle che caratterizza spesso il periodo mestruale.

La vitamina E è correlata alla salute del sistema di riproduzione e regola gli ormoni. Il magnesio aiuta a controllare e diminuire il dolore addominale a ridurre la fame ansiosa di dolci mentre il calcio, secondo un recente studio mirato sulle donne affette da sindrome premestruale, ha mostrato la capacità di diminuire l’irritabilità e la scarsa concentrazione.

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