Il ruolo della agmatina nel nostro corpo

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Updated: Gennaio 14, 2019
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La agmatina è un derivato amminico che proviene dal metabolismo dell’arginina, un aminoacido che a sua volta viene prodotto negli individui adulti nell’ambito del ciclo dell’urea. L’attività più significativa di questo aminoacido è certo la sua partecipazione alla sintesi dell’ossido nitrico: tuttavia l’agmatina, pur intervenendo nel metabolismo di questa molecola, non si configura come un suo precursore.

Nonostante questo tipo di relazione infatti, l’agmatina pare esercitare un’attività di modulazione nella produzione di NO.

Un altro interessante ruolo della agmatina è quello di fornire substrato e quindi energia per la produzione di molecole di ATP.  In passato, questa molecola era anche considerata utile nell’ambito delle terapie antidepressive.

L’agmatina quindi è presente in vari distretti del nostro organismo anche se quelli con le maggiori concentrazioni sono localizzati nei surreni, nell’intestino tenue e nello stomaco. Livelli meno elevati di agmatina si possono ritrovare anche nei muscoli, nel cuore, nel cervello ed in particolare nelle zone in cui i terminali nervosi interagiscono con i neuroni cosiddetti piramidali.

Il ruolo della agmatina nell’organismo umano

La scienza ha approfondito le varie funzionalità di questa molecola riscontrando come essa agisca attraverso un effetto neuroprotettore incrementando le capacità cognitive e la memoria, migliorando la sensibilità insulinica, riducendo la glicemia in soggetti diabetici e intervenendo come antidepressivo – agendo su alcuni recettori della serotonina.

L’agmatina inoltre sembra possedere proprietà vasodilatatorie e una interessante capacità di migliorare i livelli di colesterolo HDL (nell’ambito di uno studio specifico relativo a danni provocati dal vizio del fumo).

In alcuni soggetti l’agmatina ha dimostrato di poter esplicare un miglioramento nel metabolismo dei grassi intervenendo sui geni che a monte determinano la termogenesi e ottimizzando l’attivazione dei processi di ossidazione degli acidi grassi grazie a livelli più elevati di carnitina. Questi processi si associano quindi a una riduzione del peso corporeo e a un migliore controllo sulle alterazioni di tipo ormonale e metabolico.

L’agmatina inibisce l’enzima che si occupa della sintesi dell’ossido nitrico contribuendo a tenere sotto controllo un eccesso di produzione dello stesso e a svolgere un’attività protettiva attraverso una maggiore vasodilatazione, aspetto che abbiamo già considerato in un paragrafo precedente.

Agmatina e utilizzo in ambito sportivo

La scoperta e l’utilizzo dell’agmatina per quanto riguarda l’ambito sportivo è storia piuttosto recente perché pur non essendo state riscontrate problematiche particolari, non abbiamo a disposizione un corredo di studi così vasto da escludere effetti collaterali sul lungo periodo. L’utilizzo di questo supplemento naturale nasce comunque da un pensiero scientificamente condiviso considerando come esso possa essere considerato tutt’al più un modulatore dell’ossido nitrico e non nello specifico uno stimolatore dello stesso.

Tuttavia l’utilizzo sportivo di questa molecola non è limitato solo al risparmio dell’arginina:

  1. l’agmatina infatti può migliorare la sensibilità all’insulina e generare un miglior effetto anabolico nel post-workout
  2. essa può stimolare una maggiore produzione dell’ormone GH amplificandone gli effetti anabolici
  3. l’agmatina è stata correlata a una riduzione dei sintomi dolorosi e a a un miglioramento del benessere mentale attraverso una inibizione del cortisolo rilasciato durante l’attività fisica più intensa, evitando i fenomeni catabolici che colpiscono la muscolatura.

Il dosaggio generalmente consigliato oscilla tra i 1300 e 2600 mg quotidiani che risultano in genere sia ben tollerati sia efficaci. Alcuni soggetti tuttavia ottengono benefici nell’aumento della concentrazione con dosaggi superiori calcolati dai 6 fino a 40 mg per ogni chilo di peso corporeo. L’assunzione orale  deve avvenire preferibilmente a stomaco vuoto o in concomitanza a un piccolo spuntino non proteico, considerando che l’agmatina è una molecola che utilizza gli stessi trasportatori degli aminoacidi, per evitare fenomeni di competizione.

 

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