Integratore di arginina: come sfruttare tutte le potenzialità di questo aminoacido

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Updated: gennaio 9, 2019
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L’arginina è uno degli aminoacidi che va a formare le proteine, si caratterizza per una natura basica ed è considerato condizionatamente essenziale nel senso che risulta essenziale in alcune circostanze mentre in altre può essere sintetizzato a partire da altri aminoacidi.

Di norma un uomo adulto in buona salute può sintetizzare arginina in una concentrazione sufficiente rispetto le proprie necessità fisiologiche. Questa sintesi interna si verifica nell’intestino e nei reni e coinvolge la citrullina, che deriva da glutammina, glutammato e prolina e che nei reni viene poi convertita in arginina. Gli enzimi che trasformano la citrullina in arginina sono presenti in diversi tipi di cellule e questo indica come tale aminoacido sia estremamente diffuso e utilizzato nel nostro metabolismo. Anche l’alimentazione è un aspetto importante per conservare livelli sufficienti di arginina: dalla alimentazione dovremmo ricavare circa 3 – 6 g quotidiani di questo aminoacido attraverso frutta secca, alimenti vegetali proteici come i legumi, carne, proteine della soia, albumi in polvere. Ogni individuo avrà quindi una diversa necessità di integrare arginina a seconda del proprio stato di salute e delle proprie abitudini nutrizionali.

Come lavora l’arginina nel nostro organismo

Dopo avere ingerito un integratore a base di arginina, questa molecola può avere diverse destinazioni metaboliche: una parte viene metabolizzata nel fegato ma la maggior parte raggiunge il flusso ematico e quindi gli organi. Una volta dentro le cellule, la arginina viene coinvolta nella sintesi proteica, nel ciclo dell’urea, nella sintesi dell’ossido nitrico e nella formazione di creatina, glutammato, ornitina, influenzando altresì l’assetto ormonale.

L’arginina interviene nello smaltimento degli scarti derivati dalla lavorazione delle proteine, nel metabolismo muscolare, nel sistema immunitario, nella trasmissione neuronale e così via. Come anticipato essa partecipa anche ad un processo di detossificazione del nostro corpo allontanando le sostanze azotate mentre si attiva come agente vasodilatatore nel processo di sintesi dell’ossido nitrico.

Gli atleti che vogliono migliorare la propria performance così come coloro che soffrono di alterazioni immunitarie, malnutrizione e disfunzioni ormonali, sono i soggetti più interessati all’assunzione di un integratore a base di arginina per soddisfare l’aumentato fabbisogno giornaliero.

Come integrare arginina

Il 40% dell’arginina che introduciamo dall’esterno attraverso integratori e cibo viene degradata nell’intestino tenue e non raggiunge il flusso ematico. La biodisponibilità dell’arginina assunta per via orale quindi è considerata pari a circa il 60% di cui circa la metà può essere convertita in ornitina.

L’arginina viene integrata per aumentare la sintesi dell’ossido nitrico generando un effetto vasodilatatore che migliora la vascolarizzazione nei muscoli e sostiene una migliore prestazione facendo si che più ossigeno e nutrienti possono raggiungere le fibre nel momento di massimo bisogno. Essa inoltre è utilizzata per il trattamento di patologie cardiovascolari e nelle disfunzioni erettili sfruttando sempre il principio della maggiore dilatazione dei vasi sanguigni.

Per quanto riguarda il dosaggio la letteratura suggerisce da 2 fino ad 8 g al giorno di arginina per migliorare la prestazione atletica ma il quantitativo migliore è individuato intorno ai 3 g quotidiani da suddividere in più somministrazioni: il ciclo di arginina va osservato per almeno tre o quattro settimane consecutive.
Dosi superiori possono procurare effetti collaterali in particolare oltre 10 g giornalieri: tali sintomi (i più diffusi vomito, diarrea e crampi addominali) andranno a carico dell’apparato digerente.

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