Integratori per dimagrire: la carnitina

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Updated: Ottobre 23, 2019
dimagrire con l'aiuto della carnitina

La carnitina è una molecola prodotta normalmente nel nostro corpo e quindi a livello endogeno nel fegato e nei reni a partire dagli aminoacidi metionina e lisina in sinergia con ferro, acido ascorbico, vitamina B6 e niacina.

Il ruolo principale della carnitina è trasportare gli acidi grassi a catena lunga all’interno dei mitocondri dove verranno convertiti in energia attraverso apposite reazioni chimiche. La carnitina è per questo motivo un integratore molto diffuso sia in ambito clinico che sportivo (molto apprezzata anche nel suo formato libero come quella proposta dalla Scitec Nutrition Carnitina 3000 Shot).

Utilità della carnitina per la sintesi energetica

Questo derivato degli aminoacidi facilita l’ingresso dei grassi nei mitocondri per produrre energia, partecipa alla omeostasi cellulare, ed esplica una attività ossidante soprattutto nelle cellule del cuore e dei muscoli. Ad essa vengono attribuite capacità cardio protettive e vaso protettive ed inoltre è ritenuta in grado di migliorare il quadro lipidico riducendo la concentrazione nel sangue dei trigliceridi e aumentando la frazione di colesterolo buono.

Un supplemento base di carnitina (come la Carnitina tartrato dela Everbuild Nutrition) risulta particolarmente utile anche nei soggetti affetti da carenza di questa molecola che è nota soprattutto in ambito sportivo per le sue potenzialità energetiche, migliorative non solo della performance ma anche della composizione corporea.

Nei cibi comuni, la carnitina è presente soprattutto in quelli di origine animale come la carne e i derivati caseari ma anche nel regno vegetale troviamo esempi ricchi di carnitina come l’avocado e i semi di soia fermentati.

L’assorbimento della carnitina avviene soprattutto nell’intestino tenue: in media introduciamo da 60 a 180 mg di carnitina ogni giorno, quantità che corrisponde al 75% della carnitina complessiva. Chi segue un regime alimentare vegetale ne introduce fino a 12 mg al giorno circa, il che significa che circa il 90% proverrà da una sintesi endogena. I reni sono comunque in grado di conservare la carnitina in modo efficiente quindi si ritiene che lo stile alimentare pur presentando livelli plasmatici di carnitina differenti non configuri alcun particolare significato clinico.

Chi segue comunque una dieta vegetale potrebbe manifestare deficit di carnitina e quindi un supplemento è utilizzabile sia per compensare diete povere della stessa ma anche in ambito sportivo come abbiamo già accennato, dove i numeri sono molto convincenti seppur ancora al vaglio della scienza.

Interessanti sono anche i risultati nell’ambito della salute cardiovascolare per cui la carnitina aiuterebbe a mantenere uno stato di efficienza e salute nel tempo. Si sono notati miglioramenti nei sintomi di pazienti affetti da patologie vascolari periferiche, rischio di aterosclerosi, alterazioni dei livelli di lipidi ed anche zoppia intermittente, osservando in tutti i casi un miglioramento della qualità di vita.

Carnitina: sport e sovrappeso

Per quanto riguarda l’ambito sportivo (molto popolare è l’acetyl carnitina), gli esercizi aerobici generano un aumento delle concentrazioni di acidi grassi probabilmente per una saturazione delle molecole di trasporto tra le quali rientrano i processi in cui prende parte la carnitina stessa.

Questo potrebbe giustificare il ruolo ergogenico e migliorativo di tale integratore per la performance atletica, tuttavia i risultati variano da individuo a individuo e vanno sperimentati nella propria quotidianità.

Per quanto riguarda invece il miglioramento della composizione corporea, la carnitina (soprattutto L Carnitina + Cromo) risulta di particolare aiuto nelle condizioni di sovrappeso e obesità. Numerosi studi sia sperimentali che clinici hanno registrato miglioramenti apprezzabili e significativi nella composizione corporea per quanto riguarda la riduzione della massa grassa.

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