Migliorare il metabolismo per dimagrire più efficacemente

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Updated: ottobre 1, 2018
acceleratori del metabolismo per dimagrire più in fretta

Nell’ambito di un processo dimagrante l’esperienza ci insegna che alcuni individui sono più reattivi ad una dieta più ricca di carboidrati mentre altri soggetti si trovano meglio con una quota inferiore dello stesso nutriente. Tali differenze sono dovute a fattori genetici, ormonali, costituzionali ma anche di abitudini e stile di vita. È altrettanto vero però che esiste una alimentazione potenzialmente idonea e funzionale al dimagrimento di tutti per quanto riguarda l’accelerazione del metabolismo, con lo scopo di ottimizzare l’uso dei grassi a fini energetici – rappresentando essi il massimo potenziale che il nostro organismo accumula per i momenti di necessità.

Se impariamo a manipolare l’alimentazione in maniera da tenere sotto controllo la glicemia e l’insulina saremo capaci di favorire un maggiore effetto lipolitico grazie a livelli più bassi dell’insulina. Quest’ultima infatti corrisponde ad un ormone che in caso di iperstimolazione impedisce la lipolisi: quando l’insulina è presente ad alte concentrazioni è infatti impossibile sfruttare i grassi per produrre energia, ed il corpo risulta quindi meno incline al consumo degli stessi durante l’arco della giornata – incrementando altresì l’utilizzo del glicogeno stoccato nei muscoli.

Migliorare il metabolismo modificando la dieta

I cambiamenti nutrizionali che suggeriamo nell’approfondimento di oggi devono avvenire in maniera graduale e comprendere più fasi che possono durare da una a due settimane ognuna:

  • per il primo periodo ad esempio suggeriamo un’alimentazione composta per metà da cereali integrali, per un quarto da proteine grassi, per un quarto da verdura e frutta.
  • Dopo 1 o 2 settimane si possono diminuire i cereali portandoli ad un terzo, stesso quantitativo di grassi e proteine ed un terzo di frutta e verdura.
  • La terza fase prevede un aumento della frutta e della verdura che corrisponderanno alla metà del quantitativo complessivo mentre i cereali integrali scenderanno ad un decimo del totale mentre il resto sarà rappresentato da proteine e grassi.
  • La quarta e ultima fase prevede l’eliminazione dei cereali realizzando un piatto formato per metà da frutta e verdure e per l’altra metà da grassi e proteine ottenendo quindi un’alimentazione fondata su proteine magre, grassi buoni, frutta secca, verdura e frutta fresca – concedendosi porzioni di legumi in piccole quantità.

Distribuzione dei pasti per migliorare il metabolismo

La proporzione migliore tra i carboidrati e le proteine dovrebbe essere di uno a uno oppure di due a uno a favore dei carboidrati. Non stiamo proponendo una dieta a basso contenuto di zuccheri ma un’alimentazione bilanciata in cui non si richiede di consumare i soliti fiocchi di mais, fette biscottate, pasta e pane.

La colazione ad esempio può essere rappresentata da una porzione di fagioli, un omelette con spinaci e formaggio magro oppure in alternativa per gli amanti della colazione dolce yogurt greco con frutti di bosco e frutta secca.

Per il pranzo e la cena possiamo preparare una grande insalata con pollo, salmone e una porzione di frutta. In particolare il pasto serale può essere arricchito di carboidrati che migliorano la qualità del sonno intervenendo sui livelli di serotonina – che è il precursore della melatonina. Grazie ad una quota di carboidrati serali si migliorano anche i processi di recupero: tra le fonti consigliate menzioniamo sicuramente il grano saraceno oppure la quinoa in associazione a una porzione di legumi.

Per quanto riguarda gli spuntini tra i pasti principali essi possono essere realizzati con frutta secca, centrifugati o frullati di frutta e verdura con l’aggiunta di una dose di proteine in polvere, più olio di lino oppure olio di cocco e se necessario con l’aggiunta di un pugno di frutta secca.

Una precisazione circa gli spuntini vale nel caso in cui l’obiettivo sia perdere molti chili: in tale situazione gli snack tra un pasto principale e il successivo non saranno necessari dato che l’organismo adattandosi all’uso dei grassi per finalità energetiche non raggiungerà una situazione di ipoglicemia che farebbe invece sorgere l’esigenza di nutrirsi già dopo poche ore dall’ultimo pasto.

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