Perché quando siamo stressati ingrassiamo più facilmente?

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Updated: Maggio 6, 2019

Lo stress viene considerato tra le cause principali dei nostri malesseri fisici e la scienza ci ha dimostrato coe esso sia coinvolto nei fenomeni di gastrite, di allergia, di disturbi alimentari, attacchi di panico, problemi legati al sonno, infarti eccetera. Secondo indagini relativamente recenti lo stress è correlato anche ad un accumulo adiposo superiore rendendo più difficili i vari processi di dimagrimento.

Come reagiamo allo stress: questa è la chiave

Il modo in cui reagiamo allo stress influenza l’appetito, la nostra composizione corporea, la prestazione atletica quando pratichiamo sport. Il cortisolo è l’ormone principalmente legato a situazioni di stress ed è il protagonista dell’equazione secondo cui lo stress conduce a una composizione corporea caratterizzata da più grasso e meno muscoli.

Prima di procedere con l’approfondimento, è bene evidenziare che l’ormone del cortisolo esplica una attività fondamentale nella nostra esistenza e il suo ruolo è quello di concentrare le risorse esattamente dove servono in quel momento: se devo fuggire da un pericolo, le gambe funzioneranno sfruttando tutta l’energia disponibile, mentre se devo risolvere un problema particolarmente impegnativo, ecco che le risorse andranno localizzare nella testa…mentre il resto del corpo risulterà a riposo uscendone addirittura stanco!

Cortisolo e obesità: come lo stress influenza la nostra forma

Nel 2004 è stato pubblicato negli Stati Uniti un libro che tratta gli effetti del cortisolo parallelamente ad una dieta notando come quasi il 70% degli americani risulti in una condizione di sovrappeso così come un quarto dei bambini si trova in uno stato di obesità.

Questi indici piuttosto allarmanti sono stati correlati per la prima volta ad un abbassamento della vita media della popolazione americana e questo è uno dei tanti motivi per cui il mondo e l’America stessa stanno concentrando i loro sforzi intorno alle diete dimagranti e i programmi per perdere peso.

Le diete, così come tante ricerche scientifiche hanno dimostrato, risultano particolarmente efficaci all’inizio ma poi tendono a perdere questa efficacia con il tempo, generando a volte delle conseguenze diametralmente opposte alle aspettative.

Tale tendenza all’insuccesso può essere legata ad una dieta squilibrata o eccessivamente restrittiva che rallenta drasticamente il metabolismo ma può essere anche dovuta ad un’attività fisica insufficiente o comunque non adeguata al risultato.

Consideriamo ad esempio le diete iperproteiche e ipoglucidiche eccellenti sul controllo della glicemia e del peso in tempi rapidi soprattutto per chi deve perdere almeno 15 chili. Quando però i chili da perdere rimangono otto o nove i miracoli smettono di avvenire ed è interessante osservare come alcuni nutrizionisti abbiano raccontato che i progressi siano ripresi quando sono stati reintrodotti i carboidrati nell’alimentazione.

Una dieta che prende in considerazione l’influenza del cortisolo però può giocare con meccanismi utili per la perdita degli ultimi chili di troppo che diversamente risultano estremamente ostici da smaltire: più ci avviciniamo all’obiettivo del peso forma e più diventa difficile raggiungerlo.

Grazie ad un approccio integrato proposto da questa pubblicazione americana viene promossa una sorta di educazione alimentare per bilanciare nutrienti e fibre non solo per quanto riguarda la quantità ma soprattutto la loro qualità.

Ecco come funziona la dieta che tiene sotto controllo il cortisolo

Illustriamo brevemente alcuni principi cardine di questa teoria alimentare: i carboidrati migliori sono quelli integrali! Ad esempio meglio il pane ai cinque cereali rispetto a quello soffice e bianco, meglio la pasta o il riso integrale rispetto a quella più raffinata ed in generale, meglio la mela intera rispetto al mero succo della stessa perché l’alimento integro è decisamente più utile e assimilabile per il nostro corpo – ovviamente salvo eccezioni legate ad alcune particolari patologie.

Proteine e carboidrati vanno preferibilmente consumati insieme: ad esempio una proteina magra può riportare l’equilibrio ad un pasto contenente un carboidrato raffinato. I grassi sono anch’essi importanti perché aiutano a regolare il metabolismo e contenere gli sbalzi glicemici: può essere sufficiente una manciata di frutta secca o un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo.

Grazie ai grassi riusciamo anche a controllare meglio l’appetito e ad insegnare al nostro corpo ad utilizzare i tessuti adiposi come fonte energetica durante il resto della giornata e non solo durante l’attività fisica.

Per quanto riguarda le fibre esse aumentano il senso di sazietà, soprattutto quelle insolubili e rallentano l’assorbimento degli zuccheri, controllando le glicemia: possono essere assunte attraverso integratori specifici, frutta, cereali integrali e vegetali.

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