Quando è meglio assumere gli aminoacidi ramificati

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Updated: luglio 2, 2018
aminoacidi essenziali ramificati

Come accade per il cibo e per il workout, anche per gli integratori è importante definire una tempistica in maniera da ottimizzare gli effetti sul nostro organismo. Una delle domande in assoluto più frequenti riguarda proprio l’assunzione degli aminoacidi ramificati: è meglio prenderli prima o dopo essersi allenati?

Una risposta generale potrebbe riassumersi come segue: se l’obiettivo è migliorare la performance è meglio ingerirli prima dell’attività fisica, se invece bisogna spingere la massa muscolare allora occorre prenderli dopo il workout. Questa affermazione è corretta su scala generale ma se vogliamo separare gli obiettivi allora è bene separare anche gli aminoacidi ramificati che vengono ingeriti.

Assumere gli aminoacidi ramificati: assunzione differenziata prima e dopo l’allenamento

Bisogna infatti sapere che esistono tre aminoacidi ramificati ossia leucina, valina, isoleucina che non esercitano i medesimi effetti sulla muscolatura. Tra tutti e tre quello più anabolico è senza dubbio la leucina che può attivare direttamente la sintesi proteica e prevenire i fenomeni catabolici. Molti scienziati sono riusciti a dimostrare il suo effetto anabolico osservando che la leucina post-workout aumenta la sintesi di nuove proteine di oltre il 33%.

Grazie inoltre alla sua attività anticatabolica si assiste ad un ulteriore miglioramento in termini di aumento della massa muscolare.

Dalla valina all’isoleucina: come assumerli in funzione dell’allenamento

La isoleucina ha anch’essa capacità di stimolare la sintesi di proteine ma in misura decisamente inferiore rispetto alla leucina. Tuttavia essa esplica migliori effetti dal punto di vista energetico perché può favorire la presenza del glucosio nel muscolo e la sua conversione in energia. Anche la leucina può favorire l’afflusso del glucosio delle fibre ma ne facilita l’accumulo come glicogeno piuttosto che l’utilizzo per finalità energetiche.

Tale effetto antagonista ci fa capire come il consumo contemporaneo di questi due ramificati risulti controproducente e sia quindi meglio utilizzare l’isoleucina prima di allenarsi per ottimizzare l’energia e la leucina dopo essersi allenati per migliorare la risposta anabolica del nostro corpo.

Per quanto riguarda invece la valina essa non è particolarmente attiva nello stimolo della proteosintesi nè impatta sulla produzione energetica tuttavia può sortire effetti positivi nella performance perché risulta una sostanza antagonista del triptofano, un aminoacido che quando raggiunge livelli elevati provoca sonnolenza e stanchezza, – due sensazioni decisamente nemiche di un buon allenamento! –

Bisogna comunque notare che la sensazione di affaticamento durante l’attività fisica è condizionata dal rapporto tra la serotonina e la dopamina, un neurotrasmettitore stimolante che a sua volta ha come antagonista la leucina che ne limita la concentrazione inibendo il suo precursore, la tirosina.

Quindi la relazione che interessa in tal senso è il rapporto tra la serotonina e la dopamina che non deve essere elevato altrimenti l’atleta avverte la fatica. Se assumiamo la valina che tiene bassa la serotonina ma allo stesso tempo assumiamo leucina che riduce la dopamina ecco che abbiamo vanificato gli effetti positivi del primo aminoacido.

In conclusione l’assunzione dei ramificati dovrebbe avvenire in maniera diversificata per evitare gli effetti reciproci antagonisti e ottimizzare tutto il loro potenziale: isoleucina e valina prima del workout e leucina dopo l’allenamento.

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